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“Il dipinto maledetto” – omicidi attraverso i secoli, Alex Connor

“Il dipinto maledetto” è un thriller scritto da Alex Connor, divenuta famosa grazie al suo primo romanzo “Cospirazione Caravaggio”. In Italia è stato pubblicato il 2 febbraio 2017.

Venezia, inverno 1555. La bruma veste la città mentre sulle banchine dei canali affiorano inquietanti cadaveri, resi quasi irriconoscibili dalle torture inflitte loro da uno spietato serial killer. Chi si cela dietro queste crudeli uccisioni?

Londra, oggi. Un quadro del pittore Tiziano, creduto oramai perduto, è risorto dalla coltre del passato. Gli studiosi d’arte di tutto il mondo sono in fibrillazione per la straordinarietà dell’evento. L’opera in questione ritrae Angelico Vespucci, noto mercante veneziano: i connotati realistici della tela rivelano l’autenticità del volto dell’uomo. Varie ricerche rivelano che quest’uomo potrebbe essere stato il mostro che scuoiava giovani donne nella Venezia cinquecentesca. All’epoca serial killer non era mai stato trovato e condannato. All’indomani della scoperta del quadro, in varie parti del mondo vengono rinvenuti cadaveri scarnificati. Un sanguinario assassino è stato richiamato dal regno dei morti, ed è assetato di vendetta…

“Il dipinto maledetto” oscilla tra passato e presente. Alex Connor è bravissima nel tessere una tela che tocca il mondo dell’arte e lo lega ad oscuri misteri, rimasti irrisolti per anni. Grazie al suo passato di pittrice, nel romanzo sono presenti tantissimi richiami approfonditi a varie opere d’arte più o meno famose, incorniciate da una Venezia cinquecentesca avvolta dalla nebbia. Al lettore sembrerà di passeggiare tra canali e ponti, accompagnato da un’angoscia crescente, via via che vengono ritrovati i cadaveri martoriati.

Chi ha letto “Il ritratto di Dorian Gray” o hanno seguito le indagini del professor Robert Langdon nei libri di Dan Brown, non potranno non notare delle similitudini durante la lettura di questa storia. Si parla di un quadro, di un ritratto apparentemente innocuo. Ma non è un ritratto qualsiasi, raffigura una persona corrotta, malvagia e crudele.

Parallelamente un investigatore privato anomalo si assume l’onere delle indagini. Una persona estranea a tutto questo, ma intenzionata a porre fine a delle morti atroci che paiono ingiustificate. Un uomo che non ha niente da perdere, se non la sua stessa vita, e che cela in sé una gran voglia di rivalsa e di riscatto.

A fare da cornice a tutto ciò un altro uomo. Apparentemente comune, normale, insignificante. Ma, come spesso accade, le apparenze ingannano. Quest’uomo è meticoloso, calcolatore, apatico. Capace di rendersi invisibile al mondo intero. Ha un piano, una missione. La sua è un’ossessione mortale ed è pronto a tutto pur di portarla a termine.

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