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“Il passato è una bestia feroce” – guardati le spalle, Massimo Polidoro

“Il passato è una bestia feroce” è l’ultimo romanzo scritto da Massimo Polidoro, e pubblicato nel 2015. Per l’autore, questo libro è l’esordio nel mondo del thriller.

Bruno Jordan è un bravissimo reporter, che scrive per la rivista Krimen. Le cose per Bruno non vanno molto bene: il magazine non vende più come un tempo, ormai soppiantato dalle numerosissime testate online. Ha un rapporto burrascoso con la nuova direttrice del giornale, che non smette mai di stargli addosso per ricevere nuovi articoli. La sua ultima fidanzata l’ha lasciato, ha superato i trenta da un bel pò, i soldi che guadagna non sono mai sufficienti, tanto da non riuscire a comprare qualche pacchetto di sigarette, unico svago e sostegno per Bruno.

Un giorno, Bruno viene aggredito. Il suo assalitore è stato inviato da alcuni uomini invischiati in loschi affari, infastiditi da alcune sue recenti inchieste. Poco tempo dopo, Bruno riceve una misteriosa lettera firmata da Monica, a lui indirizzata ma mai recapitata. E’ datata 11 luglio 1982, un giorno che lui non potrebbe mai dimenticare.

Quel giorno, infatti, la nazionale di calcio italiana vinceva il suo terzo mondiale, e la sua quasi fidanzatina di terza media, Monica Ferreri scompariva misteriosamente senza lasciare traccia. La ragazzina non venne mai ritrovata, tanto da essere dimenticata da tutti col passare degli anni. Da tutti, tranne che da lui.

Questa lettera incuriosisce il giornalista, determinato più che mai a scoprire la verità sulla sorte della ragazza. Bruno avvia così un’indagine personale, che lo condurrà nei luoghi della sua infanzia, e, aiutato dal caparbio maresciallo Costanza Piras, riuscirà a scavare nel passato.

Ma il passato è una bestia feroce, come dice lo stesso titolo, che a volte, forse, sarebbe meglio non disseppellire. Il passato è capace di ogni cosa. A volte è così crudele da arrivare ad uccidere.

Il romanzo inizia delineando l’anti-eroe per eccellenza. Bruno Jordan, il protagonista, sta attraversando un periodo nero nel lavoro e nella vita privata. Invece di tentare di risollevarsi, tende a piangersi addosso, fumando (quando riesce a comprare le sigarette) e dandosi all’alcool. Invece di andare a caccia di scoop che potrebbero renderlo famoso, preferisce stendersi sul divano e maledire la sua condizione. Il suo modo di comportarsi, ribelle e saccente, lo porta a non avere molti amici.

Tutto però è destinato a cambiare alla svelta dal giorno dell’aggressione. Inizialmente Bruno è sospettoso e spaventato, e fatica ad uscire di casa se non costretto. Poi riceve la lettera, e il sospetto si trasforma in angoscia.

Monica Ferreri, la sua fidanzatina delle medie, è l’unica ragazza che gli sia rimasta nel cuore. Da quel lontano giorno del 1982, data della sua scomparsa, Bruno interiormente non si dà pace. Continua a sperare che Monica venga ritrovata, viva o morta, per terminare un calvario che va avanti da decenni e chiudere un capitolo.

Dopo tanti anni però, il caso Ferreri si è raffreddato, non fa più notizia, e nessuno se ne occupa più. Tocca a Bruno riaprire le indagini, pur non sapendo dove iniziare. I suoi tentativi di investigazione all’inizio risultano quasi comici, Massimo Polidoro è molto abile nel descrivere le imprese di Bruno con stile ironico ma allo stesso tempo profondo e coinvolto.

Aiutato dal commissario Piras, Bruno riuscirà a scavare a fondo nel passato. Troppo a fondo, tanto da portare a galla segreti che sarebbe stato meglio lasciare sepolti. Molti personaggi del romanzo verranno rivisti in chiave diversa alla luce di alcune scoperte. Niente è come sembra, e anche le acque tranquille nascondono segreti oscuri.

 

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