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“La compagnia delle Illusioni” – una finta realtà, Enrico Ianniello

Il casertano Enrico Ianniello, noto per la partecipazione alla nota serie televisiva “Un passo dal cielo”, torna in libreria con il suo secondo libro “La compagnia delle Illusioni”.

Il protagonista di questo libro è il cinquantenne Antonio Morra, un attore divenuto famoso per aver interpretato il ruolo di portinaio impiccione Raffaele nella serie tv “Tutti a casa Baselice”. Ora Antonio vive a Napoli con la madre e la sorella dopo che Lea, la donna che amava e che era incinta della loro bambina, è morta travolta da un’automobile. Qui, trascorre le sue giornate tra le urla della sorella, che lo accusa di bighellonare in casa senza avere un vero lavoro, e la rassegnata comprensione della madre.

Antonio vive collaborando con un gruppo teatrale amatoriale, “La compagnia delle Illusioni”, di cui ha conosciuto l’esistenza in una birreria grazie alla misteriosa Zia Maggie. Questa bizzarra signora, gli ha offerto il lavoro parlandogli di un insieme di attori che non si limitano a imitare la realtà ma la cambiano in base alle esigenze di ogni committente perché “le persone non vedono ciò che è vero ma rendono vero quello che desiderano vedere”.

Così Antonio, pur avendo meno volontà di una volta, svuotato dalla tragedia vissuta, ha preso il soprannome di ’O Mollusco e si è messo a recitare assiduamente svariate parti. Antonio diventa così bravo da riuscire a manipolare perfino la sua realtà trasformandola in un’eterna finzione.

Il romanzo viene raccontato seguendo due filoni paralleli: la realtà e la finzione. Nella realtà Antonio, a soli cinquant’anni, è un uomo senza più ambizioni e voglia di vivere. Dopo la perdita dell’amata Lea in un tragico incidente, tutto il suo buon’umore sembra essersi dissolto. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, lentamente e senza gioia.

Dall’altra parte c’è la finzione. Antonio lavora per la “Compagnia delle Illusioni”, una compagnia di attori che adattano tutte le rappresentazioni teatrali al volere del committente. Così, quando zia Maggie gli manda un messaggino con la prossima rappresentazione, Antonio si trasforma. Cambia l’abito, camuffa l’accento, raddrizza le spalle e si stampa un sorriso in faccia. Questa continua finzione, lo assorbe sempre di più, tanto che presto si accorgerà di non riuscire più a distinguerla dalla realtà.

Il racconto di Enrico Ianniello scorre veloce e leggero. L’autore è un maestro nel descrivere le mille vite del protagonista Antonio, ognuna con un suo stato d’animo, dei legami, dei momenti di intensa felicità e tristezza. Tutte vengono descritte con un pizzico di ironia, e messe in contrapposizione con la miseria della vita umana, l’unico palcoscenico su cui tutti siamo chiamati a recitare.

Il messaggio più profondo di questo romanzo pone il punto focale sulla vita di ogni individuo, sempre diversa, mai banale. Ognuno incontrerà momenti gioiosi e momenti dolorosi, ma non per questo deve lasciarsi scoraggiare. Antonio nella sua vita sfortunata, ha avuto la fortuna e la possibilità di vivere tante vite diverse. Ma la sua immensa bravura di attore sarà il suo errore più grande. Impersonando di volta in volta il personaggio, Antonio perde il contatto con la realtà, diventando una marionetta. Solo la sua forza di volontà potrà strapparlo dall’eterna finzione in cui vive.    

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