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“La ragazza nell’acqua” – una scomoda verità, Robert Bryndza

Il thriller poliziesco “La ragazza nell’acqua” è stato pubblicato il 15 novembre 2018. La detective Erika Foster, nata dalla penna di Robert Bryndza, è già apparsa come protagonista nei romanzi “La donna di ghiaccio” e “La vittima perfetta”.

Il detective Erika Foster sta indagando su un caso di droga e ha appena ricevuto una soffiata anonima. Sembra che un grosso carico di droga sia stato gettato in una cava. Se davvero fosse così ed Erika riuscisse a trovarlo, chiuderebbe il caso e riuscirebbe a dare una grossa svolta alla sua carriera.

I subacquei vengono subito mandati a setacciare il fondo della cava, ma quello che trovano è sconcertante. Avvolto in un sacco di plastica e appesantito con delle catene, viene rinvenuto uno scheletro appartenente ad un bambino. Invece di chiudere il caso, Erika Foster si ritrova a doverne risolvere un’altro molto più complicato.

Il cadavere viene subito riconosciuto: appartiene a Jessica Collins, una bambina di sette anni scomparsa ventisei anni prima in circostanze misteriose. Le indagini erano andate avanti per anni, senza mai arrivare ad un vero e proprio colpevole. Il caso era stato così archiviato. Solo il detective Amanda, all’epoca capo delle indagini, aveva continuato ad indagare per conto suo.

Sarà a lei che Erika si rivolgerà per riprendere in mano gli indizi e i nomi dei potenziali colpevoli. Più si addentra nelle vicende però, più Erika capisce di indagare nel torbido. Passato e presente si incrociano, spesso portando alla luce segreti che sarebbe stato meglio seppellire per sempre.

Quando gli investigatori attorno ad Erika inizieranno a morire uno dopo l’altro come apparenti suicidi, il detective capisce di aver agitato le acque in una faccenda molto più grande di lei. Ormai però è tardi per tirarsi indietro. Riuscirà Erika a conoscere la verità e a rendere giustizia a Jessica? Perché qualcuno dovrebbe voler lasciare irrisolto questo caso?

Il romanzo è ambientato in Inghilterra in un gelido inverno contemporaneo, la cornice perfetta per una storia dai risvolti macabri.

Il detective Erika Foster, già conosciuta nei due romanzi precedenti, vive per il suo lavoro. Nonostante la giovane età è già vedova, il marito è morto in una sparatoria durante un’operazione delle forze dell’ordine. Non ha figli né amici fuori dall’ambiente lavorativo. Per questo motivo, quando viene ritrovato il corpo di Jessica, decide lei stessa di indagare, spinta da un forte desiderio di giustizia. Giustizia per la famiglia Collins, che finalmente potrà fare un po’ di luce sulla sparizione della figlia, e giustizia per sé, perché spera in qualche modo di alleviare la sua pena per non essere riuscita a salvare il marito.

Ventisei anni prima il caso era stato chiuso individuando come colpevole un noto pedofilo, che aveva scontato parte della pena in carcere. Solo che l’uomo non era da quelle parti il giorno della scomparsa di Jessica. Erika e i colleghi assegnati al caso si rivolgono ad Amanda, che in quasi trent’anni ha continuato ad indagare per conto suo, anche lei sopraffatta dal senso di colpa.

Purtroppo però Amanda viene fatta tacere troppo presto. Viene ritrovata impiccata ad una trave della sua casa con le mani legate. Il detective Foster inizia così a dubitare di tutti i suoi collaboratori, persino dei membri della famiglia Collins. Qualcuno la sta facendo tenere d’occhio, e sembra saper anticipare ogni sua mossa. Quando qualcuno entra una notte in casa sua e cerca di ucciderla, Erika capisce che la morte di Jessica nasconde un segreto.

Saranno i colpevoli stessi a tradirsi e a dar modo così alla Foster di capire la verità. Una verità scomoda, orribile, impossibile da confessare. Se prima Erika provava pietà, adesso può solo sentirsi arrabbiata e imbrogliata. Il segreto custodito gelosamente per ventisei anni, ora dovrà essere svelato.

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