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“La rocca di carta” – amicizia vera, Salvatore Giambelluca

Pubblicato nel 2017, il libro “La rocca di carta” è il secondo romanzo dello scrittore palermitano Salvatore Giambelluca.

Cefalù, Sicilia. Pietro, siciliano trapiantato a Milano da oltre dieci anni, ritorna a Cefalù in occasione del matrimonio del suo vecchio amico Giovanni con la fidanzata Valentina. Pietro e Melo, gli amici storici di Giovanni, saranno i testimoni di nozze, e i giorni prima della cerimonia rinsaldano la loro storica amicizia.

Dovrebbero essere giorni spensierati e felici, indaffarati negli ultimi preparativi. Invece, i tre amici si ritrovano malinconicamente a pensare alle loro vite. Pietro, subito dopo il diploma, si è trasferito a Milano per inseguire il suo sogno di scrittore. Ha pubblicato un romanzo importante, ma non è felice della sua scelta. Al nord ha pochissimi amici, e pur avendo convissuto con una ragazza, non è mai riuscito a creare un legame stabile. Melo gestisce un ottimo b&b a Cefalù. Nonostante sia un ragazzo molto attraente, non ha mai trovato una compagna e le sue amicizie vanno via via diradandosi, dandogli la sensazione di essere sempre più solo. Anche Giovanni, ad un passo dal matrimonio, non è per niente soddisfatto della piega che ha preso la sua vita. Lavora in banca grazie al suocero, anche se il lavoro non gli piace, e ultimamente le cose tra lui e Valentina sembrano essersi irrimediabilmente incrinate.

Un pomeriggio però, la malinconica quiete prima del matrimonio viene sconvolta improvvisamente. Giovanni rimane invischiato in una faccenda poco chiara in cui sembra centrare la mafia siciliana. Inspiegabilmente, un cadavere compare nel bagagliaio della sua auto. Con il terrore di essere scoperto, Giovanni chiede aiuto agli amici, che anziché organizzare l’addio al celibato si ritroveranno a dover capire come sbarazzarsi del cadavere.

Dopo varie peripezie arriva finalmente sabato, il giorno del matrimonio. Riuscirà Giovanni a sposarsi mantenendo il segreto? La vita di Pietro e Melo tornerà quella di prima.

Il tema centrale del romanzo “La rocca di carta” è l’amicizia, in tutte le sue sfaccettature. Pietro, Melo e Giovanni sono amici fin da bambini. Sugli scogli di Cefalù hanno condiviso tutte le loro estati, i bisticci, le prime pene d’amore. Poi, pian piano, si sono allontanati. Pietro non si è piú sentito appartenente alla Sicilia, ha creduto di doversi trasferire a Milano per fare lo scrittore. Melo e Giovanni sono rimasti al paese, però anche la loro vita non è come se l’erano immaginata. Entrambi, anche se per motivi diversi, non sono soddisfatti delle scelte fatte, e vivono nascondendosi dietro una maschera di felicità, mostrando quello che la gente si aspetta da loro.

Quando il terzetto di amici si riunisce, sono passati dieci anni. All’inizio la tensione e l’imbarazzo sono molto pesanti. Non si sa più cosa dirsi, e le conversazioni si spengono dopo i convenevoli di rito. Poi però, il vecchio legame torna a farsi vedere. Sembra che siano passati solo pochi giorni dall’ultima volta che i tre si sono riuniti a parlare in riva al mare. Insieme, riscoprono tutte le cose che adoravano da adolescenti, come fare una nuotata di notte o sedersi sugli scogli a parlare. Il tempo non ha deteriorato la loro amicizia, l’ha solo messa da parte in un cassetto, per poi ritirarla fuori nella giusta occasione.

È proprio questo legame molto forte che permette ai tre amici di affrontare la situazione scabrosa in cui si ritrovano incastrati. Gli stratagemmi ideati, a tratti ironici e grotteschi, porteranno a galla altri segreti scomodi e imbarazzanti taciuti per anni. Niente però riuscirà a scalfire quest’amicizia così salda, e anche il finale, che lascia a bocca aperta, dopo il primo attimo di sgomento, unirà i tre amici ancora più saldamente.

Un romanzo dolce e introspettivo, a tratti dolce-amaro, in cui amore e malinconia si intrecciano in un binomio perfetto. Da leggere tutto d’un fiato.

2 Risposte a ““La rocca di carta” – amicizia vera, Salvatore Giambelluca”

  1. Grazie Delia, per aver letto il mio libro e per aver scelto delle bellissime parole per descriverlo. A distanza di anni dalla pubblicazione, conoscere gente che ancora oggi scopre La Rocca di Carta mi emoziona.

    Grazie ancora. Viva le storie, viva la letteratura, viva chi come te ama recensirle.

    Salvatore

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