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“Mi vivi dentro”- Una storia piena di speranza, amore e attaccamento alla vita, Alessandro Milan

Tutto comincia così, quasi per caso, alle sei di mattina, in radio, dove due giornalisti assonnati si danno il turno. Lui, Alessandro, sta cercando di svegliarsi con un caffè per affrontare la giornata, lei, Francesca, non vede l’ora di correre a casa dopo aver lavorato tutta la notte. Nella fretta, i due si scambiano per errore i cellulari, e tutto ha inizio. Prima timidamente, un invito al cinema, ad un aperitivo, a passare una giornata in montagna, poi con un’energia sempre nuova, che presto si trasforma in amore.

Francesca è una vera e propria forza della natura, dinamica, propositiva, impertinente, sempre allegra. Per questo la chiamano Wondy, diminutivo di Wonder Woman. Alessandro è più tranquillo, sempre occupatissimo con il suo lavoro. Presto però si lascia travolgere dall’energia di Francesca in una meravigliosa storia d’amore. Giorno dopo giorno, Alessandro e Francesca imparano ad affrontare i momenti felici e quelli di difficoltà. Molto presto però, si troveranno a dover combattere la più terribile delle battaglie, quella che non si può vincere. Dopo la morte di Francesca sono tantissimi i frammenti della loro vita insieme che restano ad Alessandro: i due figli, un libro letto insieme, il gatto, un bonsai coltivato per lei e il legame con tanti amici. Sono queste cose che aiutano Alessandro ad affrontare la vita con il sorriso sulle labbra, senza arrendersi alle difficoltà, proprio come gli ha insegnato Francesca.

Quella tra Alessandro e Francesca non è una favola. E’ una storia di attaccamento alla vita, diamore e di speranza. Non ha un lieto fine, perché come tutte le storie più belle, non è mai finita.

Nel suo libro intitolato “Mi vivi dentro”, il giornalista Alessandro Milan racconta la storia della moglie Francesca Del Rosso morta a 42 anni dopo una straziante lotta contro il cancro. In un’intervista a Le Iene, Alessandro racconta di quando sua moglie Francesca tornava a casa dopo le chemioterapie e si lasciava “attaccare degli adesivi dal figlio sulla crapa pelata” dai figli piccoli. Questa dimostrazione di forza e coraggio, insieme al sorriso che non l’ha mai abbandonata anche nei momenti di maggiore sofferenza, sono stati da esempio e di aiuto per molti malati.

Durante il periodo di malattia di Francesca, Alessandro ha scritto molte lettere per lei, e il titolo del libro viene proprio da una di quelle, l’ultima, la più dolorosa. Tutte le emozioni, le lacrime versate, la rabbia e la gioia di aver condiviso una parte di vita insieme sono poi state trasferite nel libro, che ha iniziato così a prendere forma. “Mi vivi dentro” è quindi diventato l’eco della battaglia combattuta contro la malattia da Francesca, che nonostante “abbia perso, alla fine, perché amava tantissimo vivere, ha vinto perché non ha mai permesso al tumore di essere più forte di lei“.

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