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“Rossovermiglio” – una vita di inganni, Benedetta Cibrario

“Rossovermiglio” è il romanzo d’esordio della scrittrice fiorentina Benedetta Cibrario. Pubblicato nel 2007, nel 2008 vince il Premio Campiello.

La protagonista del romanzo (della quale non viene mai rivelato il nome) è una giovane donna appassionata e ribelle, che vive con i genitori e il fratello sulle colline toscane. E’ cresciuta in una famiglia dove l’eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono più che dei valori, sono l’unica forma di vita concepibile. Tutto in quella casa, da come stare seduti a tavola a come rivolgersi agli altri familiari, è scandito da regole ben precise. Siccome la situazione economica della famiglia sta andando in lento declino, il padre obbliga la figlia a sposarsi in un matrimonio combinato. Lei può solo scegliere il nome del suo futuro marito in una lista di cinque pretendenti.

Un po’ ingenuamente, la ragazza si fa guidare dalla sua passione, e sceglie il nome di Francesco Villaforesta, che come lei, ama i cavalli. Appena ventenne, si ritrova quindi sposata con un uomo che non conosce, con il quale non ha niente da dire e da condividere.

Dopo dieci anni di matrimonio sterile e triste, i due si separano, e la protagonista torna nella sua casa in Toscana, dove una sua vecchia conoscenza, il tedesco Trott conosciuto in luna di miele, tornerà a farle visita. Qui, la protagonista inizierà una nuova vita, scandita al ritmo delle viti e della vendemmia. Imparerà a fare il vino, aiutata da Trott, insensibile ai cambiamenti politi dell’Italia in cui vive.

Solo molto più avanti, ormai anziana, la protagonista del romanzo incontrerà il suo ex marito, venuto in campagna a trovarla. Francesco le svelerà dei grandi segreti, che forse sarebbe stato meglio lasciare sepolti. Un finale inaspettato, travolgente, che mette in discussione tutto ciò che è accaduto nei suoi ottant’anni di vita.

Il romanzo “Rossovermiglio” può essere letto su due piani distinti che corrono paralleli: sullo sfondo si vede un’Italia che esce stremata dalla Seconda Guerra Mondiale e si prepara al referendum del 1946, dall’altra parte troviamo la protagonista del romanzo, cresciuta con le regole ferree e rigide dell’Ottocento, poco incline al cambiamento perché abituata ai modi dell’alta borghesia. I cambiamenti dell’Italia fanno solo da sfondo, per lei la vita scorre invariata, guidata solo dall’alternarsi delle stagioni. Non patisce la guerra se non marginalmente, e non viene toccata dall’euforia degli italiani, che sono chiamati al voto per scegliere tra monarchia e repubblica. La donna appare così, sospesa tra due mondi che non le appartengono: troppo moderna per adattarsi ad un matrimonio combinato, ma troppo inquadrata per seguire le sue passioni e per ribellarsi al sistema.

Anche la tenuta di campagna dove la protagonista si stabilisce dopo il fallimento del suo matrimonio gioca su un doppio binario. Si chiama la Bandita, che significa preclusa alla caccia, ma può essere visto anche come aggettivo da attribuirle: bandita dall’alta società dei nobili per il suo gesto di ribellione.

Molto interessante è la scelta di Benedetta Cibrario di non rivelare il nome della voce narrante, in modo tale da lasciare libero spazio al lettore di impersonare la protagonista.

“Rossovermiglio” è un romanzo che gioca continuamente tra presente e passato, con continui flashback che aiutano a svelare pagina per pagina la storia della protagonista. Un romanzo che cerca di svelare gli inganni e gli autoinganni del passato prima che sia troppo tardi.

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