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“Stoner” – un ottimo romanzo su un personaggio mediocre, John Edward Williams

William Stoner, figlio unico nato e cresciuto a Booneville in una piccola fattoria poco distante da Columbia, sede della prestigiosa università, sembra destinato a passare la sua vita sull’arido podere di famiglia, badando alle mucche e ai maiali, come hanno fatto i suoi genitori. Un giorno però, il ragazzo decide di iscriversi all’università. Iscritto alla facoltà di Agraria, William presto si avvicina al corso di letteratura inglese, merito anche del professore Archer Sloane. Alla lettura del sonetto di Shakespeare “Questo in me tu vedi, che fa il tuo amore più forte…“, William capisce che la sua vita deve prendere un’altra direzione. Pian piano il ragazzo si avvicina ai grandi classici della letteratura, e i suoi compagni nelle lunghe giornate di studio diventano Tristano e Isotta, Paolo e Francesca, Elena e Paride. Inizia così la vita fuori dal tempo di Stoner, che, incoraggiato dal professor Sloane, deciderà di iscriversi anche al dottorato, e diventerà docente di letteratura inglese. Da questo punto in avanti, la vita di Stoner procederà più o meno sempre allo stesso modo, senza grandi scossoni e senza eventi significativi o quasi. William continuerà a frequentarsi dapprima con i suoi due amici di facoltà, poi con l’unico rimasto dopo che l’altro viene ucciso in guerra. Conoscerà e sposerà Edith, una donna fredda e incapace di amarlo, con cui passerà tutta la vita. Dal loro matrimonio nascerà la figlia Grace, che verrà educata dalla madre a trattare il padre come un perfetto estraneo che vive sotto il loro stesso tetto.

William Stoner ha una vita piatta, noiosa e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, non organizza mai feste, viaggi, gite fuori porta, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarant’anni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori diventa a poco a poco un estraneo. Nel corso della sua vita Stoner ha solamente due amici conosciuti in gioventù, uno dei quali rimane ucciso sul fronte. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo, tuttavia John Edward Williams crea con la vita di William Stoner una storia appassionante, straziante e profonda.

Il romanzo racconta la vita di Stoner da quando ha diciannove anni, nel 1910, alla sua morte, nel 1956. Mezzo secolo, il tempo che passa troppo in fretta e che sembra scivolare via senza lasciare traccia e, tutto sommato, senza particolare significato per William, la cui vita non viene mai sfiorata dalle due guerre mondiali, dalle rivolte politiche e dalle varie ideologie. Lavoratore “indefesso”, così come lo definiscono i colleghi, appassionato di letteratura inglese, fa del suo lavoro il suo rifugio da una vita senza amore e senza felicità. Persino la sua storia d’amore clandestina con la studentessa Katherine è inevitabilmente destinata a finire nel peggiore.

Stoner è abituato a non chiedere e a non aspettarsi niente dalla vita. Tutto ciò che può fare senza arrendersi allo sconforto e alla rassegnazione, è andare avanti, in uno spazio e in un tempo limitati, con la sensazione di trovare, proprio alla fine, “tutto il tempo del mondo. Come ogni viaggiatore, sentiva di dover fare molte cose prima di partire, ma non riusciva a ricordare quali fossero”.

2 Risposte a ““Stoner” – un ottimo romanzo su un personaggio mediocre, John Edward Williams”

  1. Cara Delia, ho versato una lacrima leggendoti. Ultimamente la mia stessa vita somiglia a quella di William, con la differenza che non non sarò mai docente di nulla, né il lavoro da me svolto potrà fare qualche differenza.
    Esiste un antidoto? C’è in questo romanzo un suggerimento su come cambiare la propria vita?

    1. Ciao Johanna,
      grazie per essere passata.
      Per aiutarti a superare questo periodo un po’ giù di tono ti consiglio di leggere “Mi vivi dentro”, una storia vera che aiuta a cogliere il bello della vita in ogni momento.
      Un abbraccio!

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