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“Svegliare i leoni” – fino a che punto sei disposto a spingerti? Ayelet Gundar Goshen

Ayelet Gundar-Goshen, giovane scrittrice israeliana laureata in psicologia, ci propone un romanzo in grado di mescolare le più nascoste emozioni umane. Il libro “Svegliare i leoni”, pubblicato in Italia da giugno 2017, ha letteralmente diviso le critiche in due schieramenti contrapposti.

“Stava giusto pensando di non aver mai visto una luna più bella, quando ha investito l’uomo”. Questo è l’inizio del romanzo, e al tempo stesso dell’incubo del dottor Eitan Green. Da quel momento in poi, tutte le certezze del medico inizieranno a crollare, e il confine che divide giusto e sbagliato diventerà sempre più labile.

Eitan, brillante neurochirurgo, per non aver voluto assecondare un capo dai traffici poco chiari, si è ritrovato espulso da un grande e importante ospedale di Tel Aviv e ora lavora in una piccola struttura sanitaria nel deserto del Negev, nella cittadina di Beer Sheva. Con lui vivono la moglie Liat, commissario di polizia, e due bambini.

Tutto ha inizio alla fine di un turno di lavoro massacrante in ospedale. Tornando a casa stanco e provato, il dottor Green alla guida del suo suv osserva incantato la luna, e inavvertitamente investe un uomosbucato dal nulla. Un eritreo, o forse un sudanese. Quando Eitan scende dalla macchina, l’uomo respira ancora, ma da medico egli si accorge che non c’è più niente da fare, e preso dalla paura di essere stato visto da qualcuno, Eitan scappa, fuggendo da quell’uomo morto che ancora non lo è del tutto. Una volta arrivato a casa, non fa parola con nessuno dell’accaduto, e dà la colpa del suo umore alla stanchezza.

Purtroppo però, il timore più grande di Eitan si rivela essere reale: qualcuno lo ha visto investire l’uomo e fuggire lasciandolo morire. Il mattino seguente all’incidente, una donna bellissima si reca a casa sua e gli porge il portafoglio, che il medico aveva perduto sul posto senza accorgersene. Sirkit, la donna, è la moglie dell’eritreo. Troverà un modo molto particolare per ricattare il dottor Green, senza chiedere soldi. Vuole che lui tutte le sere, curi di nascosto i malati e i feriti eritrei nel garage di una vecchia autorimessa arrugginita, che sono entrati clandestinamente nel Paese.

Da quel momento in poi, la vita del dottor Green sarà in mano alla bella Sirkit, che con lui farà il bello e il cattivo tempo, chiamandolo dopo pesantissimi turni a lavorare nell’autorimessa, senza lasciarli mai un momento libero. Eitan si trova così a dover inventare scuse sempre più traballanti con la moglie e i colleghi, per giustificare le sue improvvise sparizioni, le sue continue assenze e la sua stanchezza che aumenta ogni giorno di più. La situazione si aggrava ulteriormente quando Liat, sua moglie, viene incaricata di indagare sull’investimento dell’eritreonel deserto.

Da stimato medico dalla fama conosciuta, il dottor Green si ritrova a vivere egli stesso da clandestino, inventando bugia dopo bugia, compiendo azioni al limite della legalità, e venendo sedotto dalla bella Sirkit contro la sua volontà. Tutti i suoiprincipi etici e morali vengono letteralmente fatti a pezzi, così come la sua vita. La moglie con i bambini torna a casa dai genitori lasciandolo solo, i colleghi iniziano a dubitare delle sue scuse, e in città inizia a spargersi la voce della clinica clandestina all’autorimessa che rischia di svelare agli occhi di tutti le attività serali del medico.

Con una grande forza di volontà, Eitan dovrà trovare il coraggio di svegliare i leoni dentro di sé per rimettere a posto il confine tra il bene e il male, ritrovare la sua etica di uomo giusto, riconquistare la sua famiglia e al tempo stesso non abbandonare i malati e i feriti eritrei.

Un susseguirsi di colpi di scena accompagna il lettore in un viaggio attraverso le pieghe più buie dell’animo umano, portandolo a chiedersi come si sarebbe comportato al suo posto.

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