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“The Outsider” – spiegare l’impossibile, Stephen King

Il romanzo “The Outsider”, pubblicato in maggio 2018, è l’ultima fatica di Stephen King, il Re dell’horror.

Flint City, Stati Uniti. In una calda sera di luglio, Frank Peterson, un bambino di undici anni, viene barbaramente assassinato dopo essere stato violentato. Nel giro di poche ore, la polizia locale raccoglie decine di testimonianze di persone sicure di aver individuato e riconosciuto l’autore del delitto. Impronte digitali, fluidi corporei, macchie di sangue, testimoni oculari incastrano senza ombra di dubbio Terry Maitland.

Conosciuto da tutti in città come Coach T, è un insegnante d’inglese e allenatore di baseball, stimato padre di famiglia e marito fedele. Proprio la sua condotta impeccabile scatena la polizia, convinta di trovarsi di fronte ad uno psicopatico che per anni ha celato la sua vera natura.

Durante una partita di baseball, Terry viene arrestato davanti a tutti per mano del detective Ralph Anderson, generando lo scompiglio e l’incredulità generale. Il caso sembra chiuso ancora prima del processo. Solo che Terry Maitland il 10 luglio, data in cui è stato ucciso Frank, non era in città. Si trovava ad una conferenza con alcuni colleghi, che testimoniano a suo favore.

La polizia di Flint City, la moglie di Terry e tutti quelli che lo conoscevano, si ritrovano divorati dai dubbi. E’ stato davvero Terry l’assassino del piccolo Frank? Gli indizi portano solo a lui, ma come si può spiegare il suo alibi di ferro? Può bastare la ragione per spiegare questo delitto?

Il romanzo “The Outsider” ha una trama costruita in modo da tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina. Sembra quasi che King abbia cucito insieme due romanzi differenti, con la maestria che da sempre lo contraddistingue.

La prima parte del romanzo sembra un normale caso di cronaca nera. Le testimonianze, riportate sotto forma di dattilografia, confermano senza ombra di dubbio la colpevolezza di Coach T. E’ stato visto caricare Frank in auto, con i vestiti ricoperti di sangue, e le sue tracce corporee sono ovunque. Per la polizia sembra un caso facile, risolto prima ancora del verdetto del giudice in tribunale. Poi però, troviamo il primo colpo di scena. Terry viene ucciso, ma prima di morire confessa ancora una volta di non essere stato lui. Il detective Ralph, che lo conosceva da tempo, inizia a credergli.

Indagando sempre più a fondo, Ralph incontra tutta una serie di piccole incongruenze nelle testimonianze e nella ricostruzione dei fatti della polizia che potrebbero cambiare le sorti del caso. Certo, il DNA e tutte le altre tracce trovate sono di Terry, eppure….

Così Ralph inizia ad indagare per conto suo, avvalendosi di una detective privata, Holly Gibney (chi ama i racconti del Re non può non ricordarla, nella trilogia del detective Bill Hodges). Grazie al suo aiuto, Ralph scoprirà cose che forse sarebbe stato meglio lasciare sepolte, e che anche l’impossibile può avere una spaventosa spiegazione. Ralph inizia così a pensare che ci sia qualcosa di soprannaturale nel caso Frank Peterson. Cavalcando le sue paure e le sue angosce più profonde, King ci porta faccia a faccia con l’outsider, l’Uomo Nero, figura che rappresenta la fragilità umana.

“C’è qualcosa di brutto in questa storia, e più cose scopri, più brutta diventa.”

L’Outsider non si rivela per quello che è, si nutre della paura degli uomini. Preferisce stare a distanza a guardare il suo operato da lontano, nascosto nel buio, facendo solo intendere la sua presenza. E’ un ladro di ricordi, di vite altrui, di volti conosciuti. Un nemico che non riesci a riconoscere è un nemico da temere, al punto tale da non fidarsi neanche più del proprio riflesso nello specchio.

Ma come si può chiamare in causa il soprannaturale in un’aula di tribunale, soprattutto quando non si è pienamente sicuri? Un romanzo che getta le sue basi sul dubbio. Dapprima minuscolo, poi enorme. Tutti i protagonisti verranno rivoltati come i calzini dal loro stesso creatore, che affermerà tutto e il contrario di tutto, trasformandosi lui stesso in un outsider. Un romanzo che lascia aperta una domanda: “Pensi sia più inesplicabile di tante cose terribili che capitano al mondo?”

2 Risposte a ““The Outsider” – spiegare l’impossibile, Stephen King”

  1. Questo romanzo di King mi ha lasciato un pochino con l’amaro in bocca. Vicenda strutturata nei minimi dettagli (anche a volte un po’ troppo dettagliati), per poi chiudere la questione Outsider con 10 pagine sì e no. Dal re dell’horror mi sarei aspettato qualcosa di più.

    1. La stessa tua critica (se così la vogliamo chiamare), Salvatore, è stata mossa da molti. Io ritengo però che il bello di questo libro sia stato il viaggio e la caccia all’Outsider in sè, non tanto la fine, a determinare la bellezza di questo romanzo. Per me King ha sempre una marcia in più.

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