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Shakespeare and Company: la libreria più famosa del mondo

Camminando sulla Rive Gauche della Senna, a Parigi, potrà capitare ai turisti più curiosi di imbattersi in un piccolo e polveroso negozietto dalle finestrelle verdi con qualche tavolino davanti. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: la “Shakespeare and Company”, questo piccolo negozio dall’aspetto fatiscente, è forse la libreria più famosa del mondo.

La libreria venne fondata da Sylvia Beach, che aprì la Shakespeare and Company originale nella vicina Rue de l’Odeon. Nel 1941 però, la libreria dovette chiudere durante l’occupazione nazista di Parigi. La Beach venne deportata in un campo di concentramento. Alla fine degli anni Cinquanta, Sylvia cedette il nome Shakespeare and Company a George Whitman, da poco arrivato a Parigi.

George Whitman arrivò in città dopo la fine della Seconda guerra mondiale per studiare alla Sorbona. Si innamorò a tal punto di Parigi che non se andò più. Nel corso degli anni aveva accumulato così tanti libri che decise di aprire una libreria. Affittò il piccolo appartamento sopra il negozio e lì visse fino al 2011.

George considerava la libreria un’opera d’arte.

Ho creato questa libreria nel modo in cui un uomo scriverebbe un romanzo, costruendo ogni stanza come se fosse un capitolo”.

“Voglio che le persone aprano la porta nello stesso modo in cui aprono un libro; un libro che porta nel mondo magico della loro immaginazione”.

Oggi la libreria è gestita da Sylvia Beach Whitman, la figlia di George chiamata dal padre come la precedente proprietaria, e dal compagno David Delannet.

La libreria “Shakespeare and Company” per decenni è stata un salotto informale e per molti anche una camera da letto. Moltissimi scrittori erranti si presentavano improvvisamente nel negozio e iniziavano a viverci. George li chiamava “tumbleweed“ (tradotto “rotolacampi“), e l’accordo prevedeva che se avrebbero dovuto lavorare due ore al giorno così avrebbero potuto dormire gratis nella libreria sulle brande nascoste tra le pile di libri, per poi lavarsi nei vicini bagni pubblici.

«Non siate inospitali con gli sconosciuti», si legge su un cartello che è ancora appeso nel negozio a mo’ di motto, «potrebbero essere angeli sotto mentite spoglie». L’unica altra cosa richiesta ai tumbleweed, prima da George e ora dalla figlia Sylva, è scrivere un’autobiografia di una pagina: i visitatori che vogliono farlo ancora oggi usano ancora una delle macchine da scrivere della libreria e fogli di carta celeste.

Tra le altre cose, la “Shakespeare and Company” è stata la prima libreria a pubblicare l’Ulisse di James Joyce. Tra i suoi ospiti più illustri ha visto Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald,Jack Kerouac, ­Allen Ginsberg, Lawrence Durrell, Ezra Pound e Anaïs Nin.

Questo piccolo negozietto, rimasto per anni semisconosciuto ai turisti di passaggio, ha appena pubblicato un libro che racconta la sua storia, iniziata nel 1919 in un’altra sede. Il libro ha circa 400 pagine tra testo, testimonianze dei tumbleweed passati e fotografie.