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“Avrò cura di te” – lettere all’angelo custode, Massimo Gramellini, Chiara Gamberale

Il romanzo “Avrò cura di te” è un libro scritto a quattro mani da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale ed è stato pubblicato nel 2014.

Gioconda, detta Giò, è una donna di trentacinque anni con alle spalle una storia familiare tutt’altro che tranquilla. Ha un’anima inquieta, sempre tormentata per qualcosa. Il suo unico grande amore, Leonardo, ex marito, l’ha abbandonata all’improvviso. Sola e più disperata che mai, Giò si trasferisce nella casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Per Giò, i suoi nonni erano il simbolo dell’amore perfetto, capace di far vincere la passione sul tempo che passa. L’esatto contrario del suo matrimonio, che è fallito miseramente cadendo nella routine.

La notte di San Valentino, festa che Giò ha sempre ignorato, trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Incuriosita dall’idea della nonna, e consapevole di non avere niente da perdere, Giò decide di scrivere al proprio angelo custode. Inaspettatamente, lui le risponde. E le fa una promessa: “avrò cura di te”.

Filèmone, l’angelo, ha una fortissima personalità, e la capacità di comprendere Giò come lei stessa non si è mai compresa. Riesce ad ascoltarla come lei non è mai stata in grado di fare. Inizia così un fitto scambio epistolare, ricco di momenti divertenti e commoventi. Protagonisti delle lettere, oltre a Giò e Filèmone, saranno Leonardo, l’ex marito, la mamma, un’amica dalla vita sentimentale complicata, un’avvenente guida turistica argentina…Tutte queste persone hanno avuto un ruolo importante nella vita di Giò, ma per qualche ragione, spesso incompresa, ne sono uscite.

Sarà Filèmone a riannodare tutti i fili e a far parlare il cuore di Giò, mettendo a tacere la sua razionalità. Il finale scombinerà le carte in tavola, ma improvvisamente darà un senso alla vita di Giò.

Il romanzo presenta due protagonisti: Filèmone e Giò. Filèmone, l’angelo custode, rappresenta l’amore eterno, e la parte interiore più profonda di Giò. Filèmone, come il marito di una favola di Ovidio, che, giunto al termina della propria vita, chiese a Giove di morire insieme a Bauci, la sua sposa, così come avevano sempre vissuto. Insieme. Giove ascoltò le sue preghiere. La loro capanna divenne il loro santuario, e loro vennero tramutati in alberi, accomunati dalla stessa ombra e dalla stessa luce. “Sono il tuo Custode, Gioconda. E lo rimarrò fino a quando non avrai ripreso confidenza con la tua ombra e con la tua luce.”

Gioconda è una donna insicura, triste e tormentata, abituata ad attaccarsi emotivamente alle persone che poi, inevitabilmente, la deludono o la abbandonano. Passa le sue giornate vedendosi come una fallita e piangendosi addosso. Vede la storia d’amore dei nonni come un esempio a cui tendere, ed è proprio nella loro casa che si rifugia, quando la sua vita sembra non potere andare peggio. Giò però è anche l’antagonista della storia. La più grande antagonista di sé stessa. Perché con il suo modo di fare portato sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto, Giò si sta lentamente autodistruggendo.

Filèmone però non la consola tenendole la mano e porgendole il fazzoletto. La sprona, la sgrida, le mette davanti la realtà, che spesso può essere dura. Ma è l’unico modo in cui Giò, diventando consapevole dei suoi errori, può cambiare qualcosa, e forse capire il senso della sua vita.

“Gli amori non finiscono col tempo. Cambiano forma, scavando nuove profondità. E se ci lasciano non è perché sono durati troppo, ma perché a un certo punto hanno incontrato il vuoto.”

“Ti rivelerò un segreto: la vita, per chiunque abbia l’ardire di credere in lei, è un ingegnoso gioco di specchi. La realtà esterna riflette il nostro stato d’animo e quella interna lo stato d’animo di chi ci circonda. Se vieni scombussolata dai giudizi di una persona, significa che ti stai specchiando in una parte di te che non sei ancora riuscita a risolvere. A chi non ha problemi con il giudizio, i giudizi degli altri scivolano addosso. Li ascolta, ma non se ne lascia condizionare.”

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